11.04.2017

Contratti bancari irregolari? No problem! Recuperati oltre € 500.000 da GMB Finance

Società eolica italiano recupera € 524.600 per derivati illegittimi, conceria pisana ottiene rimborso per anatocismo su conti correnti.

Società eolica italiano recupera € 524.600 per derivati illegittimi, conceria pisana ottiene rimborso per anatocismo su conti correnti.

GMB Finance ha permesso a due società di riavere quanto indebitamente versato alle banche nei contratti derivati e di conto corrente. I rimborsi sono stati ottenuti in tempi record!

Non sempre gli imprenditori italiani sono a conoscenza delle criticità presenti nei contratti bancari sottoscritti, e soprattutto non sempre sanno che è possibile recuperare gli interessi illegittimi corrisposti nel corso degli anni.

Con uno studio di fattibilità gratuito e non vincolante le aziende possono prendere coscienza dei rimborsi che possono contestare ai propri istituti di credito. GMB Finance, attraverso una perizia tecnico-finanziaria che certifica in modo scientifico le criticità finanziarie e legali, e un team di legali specializzati in diritto bancario e finanziario, assiste aziende e privati nel rimborso degli interessi illegittimi corrisposti.

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Tribunale Ordinario di Torino condanna la banca a risarcire € 524.600 ad una società eolica siciliana per le perdite subite su contratti SWAP.

Molte aziende italiane hanno subito ingenti perdite a seguito della sottoscrizione di contratti derivati, non sempre frutto di decisioni volute ma piuttosto “caldeggiate” dalla consulenza della banca, paventando una copertura del rischio di oscillazione dei tassi di interesse relativi ai finanziamenti sottostanti.

Una nota società eolica siciliana, operante nel settore del fotovoltaico e delle energie rinnovabili, aveva stipulato, nel 2012, con una banca italiana, due contratti di Interest Rate Swap, a copertura di due leasing, stipulati dalla stessa banca, per la realizzazione di impianti fotovoltaici. Nel corso degli anni, a seguito del ribasso della curva Euribor, la società ha registrato pesanti perdite in termini di flussi di cassa negativi.

La perizia sui contratti swap, eseguita dagli analisti finanziari della GMB Finance, ha evidenziato molteplici profili di criticità finanziarie, tra cui la presenza di commissioni implicite, e dunque non dichiarate dalla Banca, in fase di stipula dei derivati. Inoltre, andando ad analizzare i tassi forward (tassi previsionali di mercato) osservati alla data di stipula dei contratti, è emerso come la banca fosse già in grado di prevedere che i due contratti avrebbero generato ingenti perdite, con la conseguenza che gli strumenti venduti non potessero essere considerati idonei alla funzione di copertura, e quindi assolutamente inadeguati rispetto alle esigenze della società.

Dal punto di vista legale è emerso che il contratto quadro dei due Interest Rate Swap non risultavano sottoscritti dalla banca e che quest’ultima non aveva fornito la totalità di informazioni richieste dall’art. 30 comma 6 del TUF, circa la facoltà di recesso nel caso di contratto stipulato fuori dei locali di pertinenza dell’intermediario.

Alla luce di tali risultanze, la società ha deciso di avviare un ricorso giudiziario nei confronti della banca, presso il Tribunale Ordinario di Torino, il quale in soli due anni emette una sentenza positiva nei confronti dell’azienda, dichiarando la nullità dei contratti per mancanza di sottoscrizione dei contratti quadri, e per le criticità sopra esposte, e condanna la banca alla restituzione di € 524.600 oltre interessi legali e spese di lite.

Conceria pisana ottiene il recupero degli interessi per anatocismo, commissioni illegittime e mancata trasparenza.

Il saldo degli affidamenti bancari è spesso alterato per l’operare congiunto di numerosi aspetti quali l’anatocismo, l’usura, l’applicazione di commissioni illegittime o la mancata trasparenza in violazione agli obblighi previsti dalla delibera CICR  del 9 febbraio 2000.

È questo il caso di una conceria pisana, la quale, a seguito della perizia tecnica eseguita dagli analisti di GMB Finance, è stata risarcita dal proprio istituto bancario per l’applicazione di interessi anatocistici, commissioni illegittime e mancata trasparenza.

La perizia finanziaria ha attestato la mancata reciprocità nella capitalizzazione composta degli interessi attivi e passivi, la violazione delle disposizioni normative previste dall’art. 6 della delibera CICR del 9 febbraio 2000 e la divergenza tra data operazione e data valuta, per un totale di € 19.612. A questo si sono sommate anche le Commissioni di Massimo Scoperto, applicate in maniera illegittima nel corso degli anni, per un totale di € 33.208.

In 85 giorni dal  primo incontro di mediazione civile obbligatoria, GMB Finance ha permesso alla conceria pisana di ottenere € 20.000come rimborso di quanto illegittimamente versato e a chiusura di ogni controversia, ed € 2.832 come rimborso degli addebiti per indennità di sconfinamento.

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