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23.05.2019

Nullità decreto ingiuntivo conti correnti

Come comportarsi e come difendersi quando si riceve un decreto ingiuntivo sul conto corrente dalla propria banca

Il Decreto Ingiuntivo è un provvedimento che intima al debitore di pagare la somma dovuta. Nella maggior parte dei casi, quando si tratta di crediti vantati da banche o finanziarie, è dovuto al mancato o ritardato pagamento delle rate, con conseguente decadenza dal beneficio del termine, oppure alla revoca di un affidamento.

Il conto corrente

Il Conto Corrente Bancario, in breve il C/C, è uno strumento col quale un soggetto, privato o azienda che sia, apre un conto presso una banca su cui depositare somme di denaro, ottenere pagamenti attraverso bonifici o versamenti e, corrispondentemente, prelevare somme e effettuare bonifici di pagamento, ovviamente legati alle effettive disponibilità di denaro in quel conto. Il C/C è la forma più diffusa di rapporto bancario e, quasi sempre, imprenditori, professionisti ed aziende, per gestire le necessità di cassa, chiedono alla banca di concedere loro un “fido”, cioè l’affidamento di un importo da poter utilizzare in maniera pronta. Concedere un fido vuol dire consentire, al correntista, di utilizzare il conto anche senza disponibilità di denaro proprio ma fino all’importo concordato. Ovviamente non senza il riconoscimento di spese ed interessi legati all’uso del denaro. L’importo messo a disposizione è, però, soggetto a revisione e a revoca; vuol dire che potrebbe variare al variare delle condizioni generali nonché essere, addirittura, revocato.

La revoca dell’affidamento, cosa comporta?

La revoca di un affidamento in C/C comporta il dover azzerare il debito a semplice richiesta della banca. Ove ciò non accadesse nei tempi previsti, la banca potrà agire legalmente e chiedere l’emissione di un decreto ingiuntivo al tribunale competente.

Ricezione di un decreto ingiuntivo, come reagire

Premesso che, prima di ricevere un decreto ingiuntivo si saranno ricevute lettere di messa in mora e richieste di rientro (che vuol dire, potenzialmente, aver avuto del tempo per arginare le richieste),  alla sua ricezione (e non è una buona idea non ritirare l’atto) bisogna contare bene i giorni perché dalla notifica dell’atto se ne hanno solo 40 per opporsi e, pertanto,  rivolgersi subito ad esperti in diritto bancario e finanziario per far analizzare sia l’atto stesso che tutti i documenti che lo hanno generato. Al decreto ingiuntivo ci si può opporre per motivi di merito oppure procedurali e, dunque, i consulenti esperti lavoreranno alla ricerca delle anomalie e/o delle irregolarità così da proporre una giusta opposizione. Nei casi di errata o mancata notifica, ad esempio, è possibile richiederne la nullità e, inoltre, è possibile richiedere la sospensione nei casi di contestazione, concreta, dell’importo. Tra l’altro, nei C/C affidati, specie se di lunga data, è molto probabile individuare irregolarità sul calcolo degli interessi e delle spese (es. anatocismo e commissioni di massimo scoperto) grazie alle quali dimostrare che il valore del debito è, quanto meno, molto inferiore alla richiesta.

La GMB FINANCE effettua analisi sui conti correnti affidati alla ricerca di anomalie da opporre a decreti ingiuntivi o lettere di messa in mora.


Chiama allo 06.8540346, o scrivi a gmb@gmbfinance.it, se hai ricevuto un decreto ingiuntivo dalla tua banca.

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