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10.05.2019

Riduzione affidamenti bancari: cosa comporta e cosa fare

La riduzione dell’affidamento bancario come primo segnale di crisi d’impresa.

Il conto corrente è lo strumento tecnico col quale un’azienda ottiene un conto presso una banca su cui depositare somme di denaro, ottenere pagamenti attraverso bonifici o versamenti, prelevare somme e effettuare bonifici di pagamento senza vincoli, salvo quelli di legge e quelli legati alle effettive disponibilità di denaro sul quel conto.

Cos’è l’affidamento in conto corrente?

Generalmente al C/C sono legate forme di pagamento elettronico come il bancomat o la carta di credito, si possono domiciliare le bollette di energia e telefoniche, pagare le imposte, ricevere i pagamenti dai clienti, effettuare bonifici ai fornitori etc. etc. Per meglio gestire le necessità di cassa le aziende chiedono alla banca di concedere loro un “fido”, cioè l’affidamento di un importo da poter utilizzare in maniera pronta. Vuol dire che la banca concede al correntista di utilizzare il conto anche senza disponibilità di denaro del correntista ma fino all’importo concordato. Ovvio che l’importo concesso dipende dalle condizioni di ogni correntista, dalle garanzie prestate, dal tipo di attività ed altri parametri che le banche utilizzano per la valutazione ed assegnare quello che in gergo viene denominato “rating”. Salvo casi particolarissimi, l’importo messo a disposizione è soggetto a revisione e a revoca; vuol dire che potrebbe variare al variare delle condizioni generali nonché essere, addirittura, revocato.

Riduzione dell’affidamento, che fare?

La riduzione dell’affidamento, talvolta preludio della revoca, è una mossa della banca che, evidentemente, ritiene peggiorato il rating del cliente e, pertanto, cerca di diminuire l’esposizione nei suoi confronti. La comunicazione della riduzione può, se accompagnata da una richiesta di rientro per la parte ridotta, mettere in seria difficoltà l’impresa che non dispone delle risorse finanziarie per affrontare la nuova situazione; se, invece, avviene quando il saldo resta comunque all’interno del limite consentito, non espone l’azienda ad un pericolo immediato ma, comunque, rendendo le disponibilità finanziarie più basse ne limita l’operatività. L’abbassamento dell’affidamento è un segnale di pre-crisi che, se non è legato ad ampliamento di fido presso altri istituti, va gestito immediatamente con l’assistenza di esperti in ristrutturazione aziendale. Vanno individuati precisamente i motivi a monte della decisione dell’istituto e attuati i giusti correttivi ristrutturando le attività aziendali o riposizionando l’impresa in relazione ai mutati scenari di mercato. Di fondamentale importanza la revisione dei bilanci e della gestione aziendale così da riportare il rating al livello più alto possibile. Non è raro, inoltre, che sia possibile, grazie ad un attento studio, rilevare delle irregolarità nel contratto di conto corrente e scoprire di aver pagato interessi e spese non dovute, si pensi all’anatocismo o alle commissioni di massimo scoperto, ad esempio. Anomalie che, se rilevate e correttamente evidenziate, potranno consentire una sostanziale revisione del contratto di affidamento nonché un migliore rapporto banca/cliente.

La GMB FINANCE effettua analisi e revisione dei contratti bancari e del rating aziendale assistendo il cliente nella negoziazione con la banca.

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