02.11.2018

Revoca del fido bancario: che cosa è e come difendersi

Come funziona un fido bancario, cosa fare e a chi rivolgersi se la banca revoca gli affidamenti alla tua azienda.

Molto spesso le imprese si ritrovano ad utilizzare gli affidamenti bancari in maniera scorretta e spropositata, con la conseguenza che con il passare del tempo la banca revoca il fido, provocando non pochi turbamenti all’attività d’impresa.

Ma come funziona un fido bancario?

Quando la banca accorda un affidamento vuol dire che concede in utilizzo all’imprenditore una somma di denaro raccolta dai risparmiatori o dai prestiti ottenuti dalla Banca Centrale Europea, per lo svolgimento della regolare attività d’impresa. Questi soldi messi a disposizione dalle banche alle imprese dovrebbero servire a soddisfare l’esigenza di liquidità di breve periodo dell’attività produttiva o commerciale, come pagare le materie prime e coprire i gap tra i giorni di incasso e quelli di pagamento. Al tempo stesso la banca, su queste somme messe a disposizione ed utilizzate dell’impresa, percepisce degli interessi, che costituiscono appunto il suo guadagno.

Molto spesso, senza questi rubinetti, l’imprenditore non potrebbe svolgere la propria attività; infatti, sovente, il fido viene utilizzato non solo per coprire la necessità di liquidità di breve periodo, ma anche per coprire spese di lungo termine, come se fosse un vero e proprio finanziamento. È proprio per questo che l’utilizzo spropositato e continuativo del fido bancario è indice di crisi aziendale, segnale che qualcosa non sta funzionando nel modo corretto nella quotidiana gestione d’impresa, ed in questi casi la banca non può che mettersi in allerta. Va da sé che, se la banca revoca gli affidamenti concessi, l’attività dell’impresa viene messa in grave pericolo.

La revoca degli affidamenti ed il piano di rientro

La revoca dell’affidamento bancario è generalmente uno dei primi tasselli che sancisce la crisi d’impresa; uno di quei momenti che resterà per sempre impresso nella vita dell’imprenditore.

Generalmente il primo passo che muove la banca è l’invio di una raccomandata con cui chiede il rientro degli affidamenti, intimando a saldare il debito nei loro confronti entro un certo numero di giorni; la banca con questa lettera avvisa l’azienda che, se non rientrerà, provvederà a segnalare la posizione in sofferenza in centrale rischi, con la conseguenza che l’accesso al credito dell’imprenditore verrà segnato drasticamente.

In questi casi la banca proporrà all’imprenditore un piano di rientro, che è la soluzione migliore che ha per recuperare l’investimento. Ma come può fare l’azienda a capire se la soluzione proposta dalla banca sia giusta e corretta per il proseguo dell’attività d’impresa, oppure se sia solo a esclusivo vantaggio della banca?

In questa situazione la cosa migliore da fare è affidarsi a dei professionisti della crisi aziendale e della negoziazione con le banche quale il team della GMB Finance, composto da specialisti in diritto bancario e finanziario. Gli specialisti della GMB Finance saranno in grado di attestare la legittimità della revoca del fido bancario, la correttezza e la legittimità delle azioni promosse dalla banca, e potranno offrire all’azienda assistenza legale nel procedimento di sospensione della revoca e nella richiesta del risarcimento del danno subito. Molto spesso anche una perizia tecnica sul conto corrente, che attesta eventuali criticità quali anatocismo, usura o commissioni illegittime nell’affidamento di conto corrente, con l’ausilio di legali esperti in diritto bancario, può essere il giusto strumento per risanare una posizione di revoca degli affidamenti.

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