05.11.2018

Revoca del fido bancario: come una perizia tecnica può salvare la tua azienda!

La perizia tecnica sul conto corrente può essere il giusto strumento per ottenere un piano di rientro equo e rimettere in bonis la posizione.

Come abbiamo già visto negli articoli precedenti, la revoca del fido bancario può rappresentare un grande problema per l’impresa e soprattutto per la continuazione regolare dell’attività produttiva o commerciale. Il diritto di revoca degli affidamenti bancari viene disciplinato dall’art. 1845 del C.C., il quale sancisce che “la banca non può recedere dal contratto prima della scadenza del termine, se non per giusta causa” e “la banca deve concedere un termine di almeno quindici giorni per la restituzione delle somme utilizzate e dei relativi accessori” se l’apertura di credito è a tempo determinato. Se invece l’apertura di credito è a tempo indeterminato, il recesso può avvenire “mediante preavviso nel termine stabilito dal contratto, dagli usi o, in mancanza, in quello di quindici giorni”.

Questo vuol dire che la revoca degli affidamenti può avvenire solo per una giusta motivazione. La Corte di Cassazione ha precisato che la revoca del fido è illegittima se viene operata con arbitrarietà ed imprevedibilità. Se c’è un normale andamento commerciale del rapporto banca – azienda, e non c’è una particolare evidenza di gravi situazioni finanziarie dell’azienda, e la banca revoca l’affidamento, è probabile che la stessa stia abusando della propria posizione dominante. In tal caso la revoca potrebbe essere ritenuta illegittima.

Cosa fare quando si riceve la lettera dalla banca con la richiesta di rientro

Nel momento in cui si riceve una lettera della banca in cui viene richiesto il rientro degli affidamenti, la cosa più importante è prendere tempo. Firmare un piano di rientro affrettato può portare solo più problemi all’attività d’impresa. La cosa migliore da fare, in questi casi, è affidarsi a degli esperti in crisi d’impresa e nella negoziazione con le banche che possano addivenire alla migliore soluzione possibile per l’imprenditore.  

Occorre anzitutto analizzare il contratto di affidamento alla base del rientro; il conto, infatti, potrebbe presentare delle irregolarità nell’applicazione degli interessi, quali anatocismo bancario o commissioni illegittime e non pattuite contrattualmente. Se il conto è molto vecchio, e nel corso degli anni la banca ha attraversato delle fusioni o incorporazioni in altri Istituti, è possibile che la stessa non disponga del contratto originario di apertura o affidamento. Tutte queste verifiche possono far emergere dei crediti vantati dall’azienda nei confronti della banca. Questi controlli si possono eseguire richiedendo a degli specialisti in anomalie bancarie e finanziarie una perizia tecnica sul contratto di conto corrente alla base del rientro.  Una volta realizzata la perizia, si potrà richiedere un incontro con la banca e, attraverso il supporto di professionisti nel settore della negoziazione dei rapporti bancari, trattare la loro richiesta di rientro, attraverso il credito scaturito dalle analisi finanziarie, e definire bonariamente la situazione, evitando così una azione esecutiva e la segnalazione in sofferenza.

Se la banca ha richiesto il rientro dei tuoi affidamenti, contatta gli specialisti in crisi d’impresa della GMB Finance: con il suo team composto da legali specializzati in diritto bancario e da analisti finanziari potrai eseguire una perizia tecnica sui contratti di conto corrente e negoziare la posizione con la banca, al fine di ottenere un piano di rientro che possa essere sostenibile, e rimettere in bonis la posizione.

Contattaci allo 06.8540346 o scrivi a gmb@gmbfinance.it per ottenere un check up gratuito!

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