22.12.2022

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Il fido bancario rappresenta l’apertura di un credito elargita da un istituto di credito al proprio correntista per un lasso di tempo che può essere determinato o indeterminato.
Le tipologie più comuni di fido bancario sono, ad esempio, il fido di cassa in conto corrente, l’anticipazione delle fatture, gli anticipi import e gli anticipi export.
 
Ma è possibile che la banca revochi un fido concesso? Si, ecco come.
Quando si parla di revoca di un fido bancario ci si riferisce al caso in cui l’istituto di credito, legittimato da una giusta causa, ordina la sospensione dell’affidamento erogato al suo cliente, un esempio può essere quando il cliente non offre più nessuna garanzia riguardante la sua disponibilità economica.
 
Un istituto bancario può revocare il fido bancario per diversi motivi, la maggior parte delle volte succede per un reclamo o contestazione, da un prestito definito in “sofferenza” per le molteplici rate insolute o per possibile segnalazione notificata alla banca dati dell’istituto bancario.
 
L’art. 1845 del Codice civile disciplina la revoca del fido bancario, e indica quali sono i comportamenti corretti che l’istituto di credito deve attuare nei confronti dei suoi clienti.
Se il contratto di fido bancario è a tempo determinato, l’istituto di credito non può cessare il contratto prima della scadenza del termine, se non per un buon motivo. Il motivo per il quale la banca decide di recedere il contratto deve essere espresso e dichiara sotto forma scritta e devono essere indicate le sue giuste cause, inoltre deve rispettare un limite, di minimo 15 giorni, in cui l’importo utilizzato deve essere restituito.
 
Se invece il contratto di fido bancario è a tempo indeterminato, nella maggior parte dei casi, il fido viene valutato sistematicamente ogni anno, con la probabilità che venga aumentato, diminuito o addirittura revocato. In questo caso, entrambe le parti possono decidere di recedere dal contratto, con un preavviso di 15 giorni.
 
Quando la banca revoca un fido, bisogna controllare se l’azione di revoca è valida ed è conforme alla legge, cioè se sono state rispettate le condizioni previste dall’art. 1845 del Codice Civile e se ci sono i giusti motivi per richiedere la revoca del fido bancario.
Infatti, solitamente, l’istituto bancario non può fermare o bloccare l’affidamento senza alcuna notifica di preavviso e senza alcun motivo.
 
Contrariamente, il cliente ovviamente può richiede il risarcimento danni o il rimborso se l’istituto di credito ha revocato il fido bancario in maniera illegittima o senza una giusta causa. Se ci si ritrova in questa situazione e si vuole intraprendere questa strada occorre affidarsi ad un professionista esperto in diritto bancario e a un consulente tecnico per poter verificare le motivazioni che hanno spinto l’istituto bancario a revoca il fido.
 
GMB Finance da oltre dieci anni si occupa di offrire gli strumenti necessari per poter svolgere le opportune verifiche al fine di scegliere quale sia la strada migliore da intraprendere per poter contestare la revoca del fido.
 
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